giovedì 31 luglio 2008

Forse bisognosa di ferie ...


Vy è un po' triste. Vy tanto stanca. Vy tanto stufa. Vy tanto arrabbiata con se stessa. Vy che continua ad avere paura di tutti, ma a cadere sempre nelle braccia sbagliate. Vy che è un po’ come quella Clarissa lì, che vorrebbe un abbraccio, ma non permette a nessuno di capire cosa c’è in fondo ai suoi occhi. Vy esausta, che vorrebbe il mare. Vy che vorrebbe non saper pensare. Vy che vorrebbe essere stupida sciocca e vuota. Vy che invidia le galline nel pollaio. Vy che vorrebbe non pensare, che vorrebbe non capire, che vorrebbe non farsi domande..
Vy davvero al palo, per parlare di sé, a sé stessa, in terza persona.

lunedì 28 luglio 2008

giorni di silenzio...



…poi ci sono quei giorni in cui sei nervoso e non sai il perchè,
in cui lo stomaco si annoda e la mente si annebbia…
e il silenzio è un amico fedele e complice dei tuoi pensieri…

una notte insonne

e oggi sono così, rapita dal mio silenzio,
dall’assenza che è presenza di un gioioso dolore. che fa paura.
Non lascio uscire nessuna parola.
Mi butto sul lavoro sperando di scacciare queste sensazioni miste,
questo lieve amaro in bocca.

martedì 22 luglio 2008

Riscoprire...


Per mesi, anni sono stata come congelata.
Non me ne rendevo conto:
la situazione, o forse la mia incapacità di sopportazione, o la drammaticità del tutto,
non mi hanno lasciato lo spazio sufficiente per respirare, né per guardarmi attorno.
Per mesi, anni... Ho impedito a me stessa di sprofondare,
di lasciarmi andare,
di cedere a quel senso di pace e tregua che ti concede la resa.
Tuttavia, nonostante tutto questo,
nonostante le giornate piene di doveri, impegni, pensieri, paure,
nonostante le notti insonni a cercare soluzioni e a trovare nulle,
nonostante la guerra per riuscire a reggere, a sorridere,
mentre mi sentivo di cera sciolta;
non ostante tutto, è come se tutto quel tempo fosse fisso, immobile, incapace.
Non riesco a spiegarlo e nemmeno a comprenderlo:
ne ho avuto coscienza solo recentemente,
riprendendo a stare un po' meglio di salute,
mi sono nuovamente sentita viva, mi sono riscoperta “io”.
Ho trovato il modo e la forza per continuare a lottare
con tutte le difficoltà di ogni giorno, grazie a questa pelle che inizia a cicatrizzarsi.
Ho trovato il modo per uscire, con Clo,
come non riuscivamo a fare da tantissimo tempo,
per andare al parco.
Ad un tratto mi sono scoperta scongelata.
Mi sono resa conto che c’era di nuovo un mondo ed un’estate.
Per mesi e anni … niente altro che disperazione ed angoscia in crescendo:
nessuna stagione, nessun autunno, nessun inverno, nessuna primavera.
Come se fossi stata imprigionata nella mia pelle
e li mi avessero lasciata a combattere per sopravvivere.
Per mesi, anni.
Sono sopravvissuta.
Sto uscendo da questa prigione, mi sento come scongelata,
ho ancora brividi improvvisi che, a volte,
mi portano ad arrabbiarmi troppo per troppo poco.
E che a volte mi fanno piangere. Troppo e troppo spesso.
Ma è di nuovo estate: gli odori, i colori, il caldo....
E Clo che a settembre compirà 7 anni.
E' passato il tempo... volato...
Non importa.

Ce ne sarà ancora e spero molto più sereno
per crescere il mio principe.






Un po' meglio...


Sto un po' meglio fisicamente,

e ne sono contenta,

mi manca Danko,

non ci sei al di la di questo vetro,

manchi tu.


Danko ... il mio pensiero.

domenica 13 luglio 2008

... il mio pensiero

Cosa c’entra questo cielo lucido
Che non è mai stato così blu
E chi se ne frega delle nuvole
Mentre qui manchi tu
...
Pomeriggio spompo di domenica
Come fanno gli altri a stare su
Non arriva neanche un po’ di musica
Quando qui manchi tu
...
E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
Cosa c’entra quel tramonto inutile
Non ha l’aria di finire più
E ci tiene a dare il suo spettacolo
Mentre qui manchi tu
...
Così solo da provare panico
E c’è qualcun\'altro qui con me
Devo avere proprio un aria stupida
Sai come è manchi te
...
E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
E adesso che sei dovunque sei
Ridammelo indietro il mio pensiero
Deve esserci un modo per lasciarmi andare
...
Cosa c’entra questa notte giovane
Non mi cambia niente la tv E
che tristezza che mi fa quel comico
Quando qui manchi tu
...
E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
E adesso che sei dovunque sei
Ridammelo indietro il mio pensiero
Deve esserci un modo per lasciarmi andare...
...
DANKO, è per te.

Ciao Danko...

Paura, dolore, impotenza,
e tante lacrime,
stassera davanti ai tuoi occhi
eri, sei, così dolce,
quegli occhi,
mi hai sempre parlato con i tuoi occhi,
sapevi dirmi tutto.

Le nostre scelte, i nostri rapporti finiti,
di noi che ci chiamano "adulti"
hanno cambiato la tua vita.
E con quelle scelte, tu hai perso il tuo cuore...
Danko lo leggevo ogni giorno in quello
sguardo spento ciò che ti era rimasto,
e non potevo che soffrire,
ma sai, ...
forse la protezione di una mamma verso un figlio,
è anche troppa, ma non la puoi cambiare.

Oggi sto ancora più male,
perchè da quando le tue gambe non ti hanno più retto,
mi sono dedicata a te portandoti le mie cure,
e Claudio lo hai visto che mi aiutava,
mi passava la pomata, la benda, le forbici...
e si è potuto avvicinare a te,
non puoi capire quanto era felice di poterti stare così vicino,
di poterti accarezzare, lo diceva a tutti
"di aver accarezzato il cane di sua mamma",
ed io ho visto in questi giorni il rapporto che
avrei voluto ci fosse tra noi tre.

Danko, sicuramente io ho sbagliato,
ma sentivo il tuo amore forte,
e non ho mai capito se eri disposto a
dividermi con Claudio, così la tua stazza, la tua forza,
difronte a Clo mi hanno bloccata.

Ho accarezzato la tua testa,
tante volte, fissando il tuo sguardo dolorante...
avrei voluto vederti saltami addosso,
come facevi ogni volta che mi avvicinavo troppo a te,
e dove io ti riprendevo con un "GIU' Danko",
ma stassera non è successo,
e non succederà più.

Avrei voluto qualche tua parola stassera,
avrei voluto sentirti parlare ...
non mi bastavano i tuoi occhi,
mi facevano troppo male,
avrei voluto fare qualcosa di più.

Danko, io posso solo ringraziarti,
per tutto l’amore che mi hai regalato,
per ogni carezza che ho potuto darti,
sono certa che tu mi abbia amata più di chiunque,
ed il tuo è stato un grande amore.

Lunedi mentre starò in ufficio,
non ci saranno più i tuoi occhi su di me,
al di la dal vetro,
sarà difficile e farà male,
e il mio pensiero sarà per te.


Non posso dirti nient’altro che GRAZIE…
e scusa, perchè noi adulti dovremmo imparare un po' di più da voi.


CIAO CUCCIOLO MIO….

giovedì 10 luglio 2008

niente male...


"tra palco e realtà" e "balliamo sul mondo"
...
San Siro, 4 luglio 2008


domenica 6 luglio 2008

e devo dirvi che visti da qua, fate sempre la vostra porca figura !


Questo concerto per me è iniziato a febbraio. Già da allora, infatti, percepivo la strana tensione che accompagna eventi come questi; tenendo in mano i biglietti che mesi dopo mi avrebbero permesso di varcare le soglie di San Siro per assistere al concerto di Ligabue, provavo già piccole emozioni, ansia positiva, perchè quel concerto lo aspettavo da tempo e quel giorno, coi biglietti in mano, potevo essere sicura che non me lo sarei persa.

La vita scorre lenta e quasi ti dimentichi di quella data... poi, improvvisamente, mancano pochi giorni e ti sorprendi a dire: "Ehi, ci siamo! E' passato in fretta il tempo!". Un attimo prima eri nel freddo invernale a pensare a come sarebbe stato il tuo primo concerto, vivendo e credendo che il tuo star male non potesse durare sino a quella data, ma un attimo dopo sei alla vigilia del concerto e tu stai peggio di allora. Rabbia, pensieri ... tanti pensieri e l'ultimo è quello di non andarci. L'agitazione ti fa dormire nervosa, triste, tesa. Mi sveglio, vado in ufficio, chiama Monica, agitata per concordare orari ... ed io non esprimo il mio ultimo pensiero. Così sarà Ligabue.

Ore 16.00 Saliamo in macchina
e ci buttiamo nelle misteriose tangenziali che,
in un modo o nell'altro, ti fanno arrivare a San Siro.
Arrivate. Entriamo, finalmente, e senza fretta,
per non bruciare nessun attimo di quella serata.
San Siro è immenso, è gremito, pieno di gente.
Cerchiamo il nostro posto,
secondo anello rosso, settore 246, fila 7 e posto 26.

Sedute al nostro posto.
Mi guardo intorno, un po' incredula, osservo, ...
minuti d'attesa che si consumano tra
l'odore docile di erba
che qualcuno attorno a noi sta rollando
ed ascoltando persone sconosciute,
che fanno sentire la loro voce.

Ci siamo.Camicia nera, jeans neri.
Si comincia con
"Certe notti".

Musica senza interruzioni, in cui ha presentato i nuovi brani e rispolverato alcuni vecchi pezzi. Bella scenografia, grande band, ottimo coordinamento immagini-suoni soprattutto sulle note di " Non è tempo per noi"che è stata cantata a squarciagola da tutto lo stadio mentre sul megaschermo scorrevano gli articoli della costituzione. Credo molto nella musica come veicolo educativo, e visto che c'erano molti giovani spero che Ligabue continui su questa strada.

Il concerto, è finito con il nuovo brano "Buona notte all'Italia" nella cui prefazione ha ricordato di come dobbiamo vivere si in questo nostro Paese non come ‘ospiti’ ma come attori del nostro futuro, e coloro che ci governano, possono dire quel che vogliono, ma NON SIAMO ROBA LORO: l'Italia è di chi la vive non di chi la governa! Lascio Il video del pezzo che ha mandato a casa più di qualcuno con i lucciconi perchè sono sicura che ognuno di noi , guardandolo, troverà in esso un piccolo ricordo e un pensiero.


Due ore e mezza di musica, ottima musica, emozioni, ottime emozioni, Ligabue, San Siro, 65.000 persone... ore 2, stanche ma felici, si ritorna a casa contente di poter dire un giorno:

“2008 IO c’ero“.

Grazie Liga!

giovedì 3 luglio 2008

MOVI ...


Doveva essere la nostra giornata
ci dovevi essere tu
io dovevo stare meglio
invece niente di tutto questo
NIENTE ...
credimi se dico che mi dispiace
e non puoi capire quanto.
E' per te.
MOVI

domenica 29 giugno 2008

Ci sono ...



Non sono latitante eh… è che non ho molto da dire.
Sono in fase silenziosa, causa salute che fa i capricci, la testa che va dove vuole e non riesco ad indirizzare come vorrei…


venerdì 6 giugno 2008

Una rosa a te, Blog...



Hai un blog? e l’indirizzo??" "E' segreto"
Come… metti qualcosa in rete, qualcosa che materialmente è pubblico e consultabile da chiunque… e dici che è segreto??? Ma allora perchè lo fai?


Beh si, per me è segreto. Lontano da chi mi conosce e vive nel mio mondo, visibile a chi non ne fa parte e magari non ha niente di meglio da fare che cliccare sopra questo nome, magari per errore, e incappare in un rebus di parole pensieri ed emozioni.


Perchè lo faccio? per me. Ieri ho letto alcune pagine dei mesi passati, alcune sensazioni che avevo accantonato ma che ritrovo qui. Ho iniziato a sporcare d’inchiostro virtuale questo spazio bianco dopo qualche anno di distruzzione e difficoltà nella mia vita, anni decisivi per i miei cambiamenti e la formazione della mia personalità, anni che mi hanno portata alla resa dei conti… che mi hanno messa davanti alla mia convinzione di essere così tanto forte… e al dover dimostrare a me stessa con i fatti di essere all’altezza di quei fatti. E ce l’ho fatta. Ancora una volta, più forte di prima. Perchè questo spazio rimanga la memoria di una difficile salita ma anche una raccolta di emozioni e anedotti della me che sono diventata. Sicuramente segnata da ciò che mi ha distrutto, con delle ferite ancora da curare, ma sempre con la voglia di ritornare serena, positiva e fiduciosa nel futuro: ce la devo fare.
Questo spazio racchiude date e decisioni, tasselli del mio puzzle che ho inserito alcuni al posto giusto altri che non s'incastrano ancora, piccolo blog, scrigno di pensieri spesso sconnessi, emozioni sfuggenti, parole segrete.

giovedì 5 giugno 2008

Puch...


Oggi secondo prelievo,
fatto da una che poteva andare in stalla
anzichè fare prelievi, che schifo...

Ora dovrei fare tre punture
paura....

mercoledì 4 giugno 2008

Segni sulla pelle...


Dovrei imparare ad urlare,mi hanno detto.
Ho la capacità di tenermi dentro il male,
di farmi gonfiare il petto fino a scoppiare..
ma sempre da sola, sempre senza urlare, sempre in silenzio.
Una canzone di Elisa diceva “piangi lacrime di aria…”
..ah quante ne ho piante io, di lacrime di aria.
Ma mai che io riesca a dire sto male,
mai che chieda un kleenex, mai..
No,non perchè sia o mi senta invincibile,
però è un difetto, credo,
perchè paralizza chi mi sta intorno,
mette una lastra di ghiaccio tra
me e quelli che vorrebbero tendermi la mano.
Non ho intenzione di cambiarlo,
di cambiarmi, di cambiare..
adesso aspetto il tempo che passi..
no ma a chi voglio darla a bere?
Io nemmeno a quella cazzata del tempo ci credo.
Pure se le ferite si chiudono restano ferite,
restano segni sulla pelle e nel cuore di una persona.

Segni sulla pelle si.

martedì 3 giugno 2008

per Clo ...

BRAVISSIMO CLO
hai ballato
da vero
hipp hopp
tvtb

sabato 31 maggio 2008

Sorrido...


La figlia minore di Berlusconi al papà: "Papà, cos'è l'amore?"
Silvio: "Figlia mia, l'amore è incontrare un uomo ricco che ti porta fino a Venezia, ti fa fare un giro in gondola, affitta una suite per te nell'albergo più lussuoso, dopo la notte ti porta in aereo fino a Parigi, ti compra un attico, ti regala fiori, diamanti, auto di grossa cilindrata....
"La figlia: ".........ma papà....... e i sentimenti, il batticuore, l'emozione del primo appuntamento, il primo bacio.......?
"Silvio: "... ahhhhh quello? Tutte cose inventate dai comunisti per trombare gratis!!!"

Scusa Clo...


Stamattina ho fatto il prelievo
attendo mercoledi.
Io sono in ufficio
con un groppo in gola
ho svegliato Clo
da ....
non mi so nemmeno definire
urlando.
Il suo pianto stretto e assonnato
e solo dopo mi sento, uno schifo.
Qualcosa deve cambiare
non sono più nemmeno una mamma.
Il male che mi trappassa dentro
dopo stamattina
deve per forza essere
la svolta.
Lo vorrei qui,
ora
per abbracciarlo,
lui che nonostante i miei isterismi
è così dolce
con me.
Clo scusa.... scusa.

martedì 27 maggio 2008

Sonno ...



E'adagio, sin troppo,
il ritmo delle notti...
spazi sfiniti dalle solitudini...
momenti sfibrati dallo sgomento...
tra paure e speranze
nella strana fusione tra bene e male,
osi leggere la tua anima...
l'oltranza del dolore mi piega
mentre si schiarisce l'orizzonte...
ed ora ho solo sonno
tanto sonno
Vy

domenica 25 maggio 2008

In ginocchio...

Una notte, poco sonno... I miei sonni di un’ora, i risvegli,
il buio, mai abbastanza scuro da cancellare le immagini.
Le ore riflesse di rosso sul soffitto, i minuti che passano, e gli occhi stanchi.
Arriva il mattino. Riparte la giornata, riparte la realtà:
Clo, lavoro, famiglia, il mio male, Clo da coccolare al rientro, Clo che ha voglia di giocare, Clo e la scuola, l'ufficio, a casa, doccia, cena .... qualche coccola, e a letto.

A Natale, non sapevo nemmeno se avrei avuto la forza per finire l’anno.
A febbraio non credevo di resistere, credevo di crollare: lottavo ogni giorno per finire la giornata, ogni mattina per scendere dal letto.
Mi costringevo mi obbligavo. Ho combattuto, ogni giorno, ogni minuto del giorno: contro me stessa. E’ stato eterno ed è stato tremendo.
Mi sentivo senza ossa, senza muscoli: strisciavo ogni secondo per attraversare il successivo. Piangevo, ma tenevo i denti stretti, le unghie aggrappate e strisciavo un poco più avanti.
Non credevo di resistere una settimana: sono trascorsi sei mesi e sono qui.

Qui, ma come ?! Ancora in ginocchio, incapace di rialzarmi.

mercoledì 14 maggio 2008

venerdì 9 maggio 2008

.. sono giorni

giorni dai respiri corti e dal sapore amaro...
addosso ancora l'indolenzimento del sonno...
il pianto frenato e vivo come mille spilli...
i piedi nudi a cercare l'abituale suolo...
le mani lente nei capelli spettinati...
e questa colata di parole prepotenti...che muore e rinasce
Ritrovare la forza di scrivere...di sperare...di ascoltare,
i procedimenti mentali che urlano l'urgenza dell'anima...
che divora la rabbia...il terrore...l'irrazionale...l'illusione... la speranza...
... il male crivella... il male distorce il pensiero...
ma il male non spegne l'urlo dei miei perchè?...
e sentire...
che la più grande perdita è
lasciarsi morire dentro ... mentre si vive

sabato 3 maggio 2008

Basta.... .... ....


BASTA SOLO RICOMPORRE IL PUZZLE ...

giovedì 1 maggio 2008

35 ....


Il film della mia vita,
oggi lo rivedo
e vorrei
poter riavvolgere il nastro
e cancellare le scene più dure.
Tagliare tutti i miei sbagli,
e la pellicola si ridurrebbe.
Cancellare tutto il dolore
e la pellicola sarebbe soltanto un cortometraggio.

Farei in modo di cambiare strada:
la sceneggiatura sarebbe diversa e tante scelte sarebbero
l’opposto di quelle che sono state.
Ricaratterizzerei il mio personaggio:
mi costruirei una corazza e con quella affronterei lo sviluppo della storia.
Girerei tante nuove scene ed inserirei nuove persone.
Terrei anche le vecchie però, perché tutte mi hanno dato qualcosa di se.
E spingerei continuamente il Rewind:
per rivedere mille e una volta la nascita di mio figlio.
E mille e una volta ancora rivivrei quel momento.
E milioni di volte ogni giorno con lui.

Non tutto il film è da buttare.
Soltanto la gran parte di esso.

Un altro compleanno
è arrivato.






lunedì 28 aprile 2008

nella posta di un lunedi mattina...

Ma pensa un po'. Il Monte Bianco è cresciuto di due metri. Beato lui.
Escludendo che sia un fatto ormonale,
se no gli spuntavano anche le tette, come la mettiamo?
Dicono che sia un accumulo di ghiaccio.
Ma il pianeta non si stava surriscaldando?
Qui non si capisce più niente.
Neanche sulla temperatura della Terra riescono a mettersid'accordo.
Però continuano a trifolarci l'anima co' sta storia delrisparmio dell'energia.
Noi facciamo di tutto:
chiudiamo i rubinetti quando ci laviamo i denti
e ci facciamo venire la schiuma alla bocca come i dobermann,
le lavatrici le facciamo di notte come i carbonari,
mettiamo le lampadine a basso consumo, che quando le accendi,
per un quarto d'ora, ti sembra di stare in una stalla,
e chiudiamo il frigo, quando ancora abbiamo mezza mano dentro,
a costo di tranciarcela via, per non lasciare il frigo aperto.
Però qualcuno mi deve spiegare, mi deve dare un motivo 1 del perchè,
nelle città, si lasciano interi grattacieli di uffici tutti accesi per tuttala notte,
e nessuno dice nulla.
Non c'è uno che fa un plissè.
Torrioni accesi a giorno. Luminarie da casinò di Las Vegas.
Con un computer ad ogni scrivania, acceso pure quello.
Ma che ci vuole a obbligare gli uffici a spegnere le luci?
E già che ci siamo, a installare le lampadine a basso consumo?
Ci avete fatto venire due lampadari di Murano così,
con le «basso consumo», e poi?
No, perchè io posso anche leggere a letto
solo alla luce del lampione disotto per risparmiare energia,
ma se poi mi sta completamente acceso il grattacielo di fronte mi sento
lievemente presa per il culo.
E i frigoriferi dei supermercati? Ne vogliamo parlare?
Che fa un freddo che neanche in Alaska?
Che se tu passi per il corridoiodegli yogurt,
ti devi mettere il passamontagna e le moffole e
arrivi alla cassa coi baffi pieni di brina?
Non è spreco di energia anche quello?
E' il caso di tenere le mozzarelle alla temperatura degli igloo?
Mi chiedo. Che se compri un etto di burro, poi,
per cucinaredevi stirarlo, altrimenti ti tocca tagliarlo con la motosega?
Ci sono frigoriferi da banco lunghi sessanta metri.
All'altezza dei salami ti comincia a colare il naso,
ai latticini hai la punta delle dita blu,
davanti alla pasta per le pizze cominci ad averela broncopleurite,
quando arrivi al latte fresco e yogurt hai tutti i sintomi del congelamento,
e ti butti sul girarrosto coi polli che sfrigolano,
perchè ti sembra di entrare in una baita al caldo.
Ma mettete una porta a 'sti frigo.
Che consumano un lago artificialedi corrente al giorno.
E i led luminosi che noi dobbiamo spegnere, pena la distruzione del pianeta?
Quegli occhietti rossi che ci guardano dalla sala?Noi li spegniamo, sì sì.
Poi andiamo al 'super' e ci sono 42 televisioni accese
che trasmettono tutte lo stesso programma.
Questi non sono sprechi di energia, cari politici miei?

I casi sono due.
O cercate di risolvere in qualche modo la questione o se no dite:
il risparmio energetico era una delle solite nostrecazzate,
fate pure quel che volete, usate il laser per tagliare il salmone
e lavatevi i denti nellavasca da bagno!

Luciana Littizzetto

domenica 27 aprile 2008

Pesantezza di troppi giorni.


Sto male ormai da troppo tempo.
Un paio di anni fa, quando sono fuggita faticosamente
da un esaurimento, mi sentivo proprio in questo modo.
Ho paura: non voglio ricaderci,
non posso perdere il controllo di me stessa,
delle mie reazioni, dei miei desideri e dei miei pensieri.
Ma faccio così fatica: tutto mi sembra insostenibile.
Qualsiasi cosa richiede uno sforzo disumano da parte mia.
Alzarmi al mattino è l’azione più dura della giornata:
di notte non dormo, oppure, mi sveglio di continuo.
I sogni sono incubi o semplici trasposizioni di una realtà difficile.
I pensieri sono vortici senza fine nei miei dolori.
Eppure, vorrei stare a letto, almeno per non essere un peso per nessuno.
Soprattutto per me stessa.
Ma devo farlo ed ecco che mi alzo, sveglio Clo facendo finta di nulla,
ci prepariamo e via, di corsa, come sempre...
Ogni minuto si presenta il fantasma di una mia fuga...
ma dove fuggo, da cosa fuggo...
solo da me stessa
SONO STANCA
...

mercoledì 23 aprile 2008

alla fine sono crollata...


Ieri ho pianto.
Praticamente tutta sera.
Bastava una parola, un accenno, un’immagine, una smorfia di Clo.
Ad ogni soffio, io piangevo.
Mi sono sentita stupida e cretina, perché tanto che piango a fare?
Stamattina sono rimasta a letto fino 8.15 non ce la facevo ad alzarmi:
nei giorni scorsi, negli ultimi mesi,
sono sempre riuscita a combatterla questa cosa.

Lo sò, purtroppo sò benissimo che quello è il confine:
quando non ci si alza dal letto, il buio ha già invaso la gran parte di te.
E’ difficile, dopo, riprendersi.
Ogni mattina ho combattuto
queste corde invisibili che mi legavano li:
inutile, nel letto, non puoi uscire, non puoi fare danni,
non puoi sbagliare. Puoi spegnerti.


Non io. Non posso. Non posso. Non voglio.
questo è il mio urlo.... di ieri


Così ogni mattina, ho usato tutta la mia forza per mettere giù i piedi:
una vittoria, ogni mattina.
Se fossi riuscita a sentire il pavimento freddo sotto la pianta,
anche per quel giorno, ce l’avrei fatta.
Ma stamattina non sono riuscita.

Il dolore è stato più forte di me,
non ho alzato la testa dal cuscino.
Ho chiamato Clo senza muovermi,
le ho detto che non stavo bene,
le ho chiesto di vestirsi da solo, lo zaino era già pronto.

Clo è eccezionale, è sceso tutto assonnato dicendomi
che si vestiva e poi tornava con me,
ha fatto tutto ed è tornato nel letto vestito vicino a me,
accarezzandomi e baciandomi. E' un amore.
E io non sono riuscita a muovere la testa.
Ho avuto ancora qualche lacrima, questa l'unica reazione,
alla sua tenerezza, e subito in pochi minuti
il pensiero di quei baci a cui non ho risposto
con i soliti abbracci strizzanti,
quei baci, lavati da quelle poche lacrime,
e il viso di Clo, così tenero e vero
mi hanno fatta sentire ancora peggio:

Io non posso. Non posso.

Mio figlio ha bisogno di me, tutta intera,
in piedi, sorridente, a testa alta.
Mi si spezzasse la faccia ad ogni sorriso !!!
Mio figlio ha bisogno di questo:
non può essere preoccupato, non deve esserlo.

La forza mi è dovuta tornare, forse,
o forse ho semplicemente trovato un gancio nel soffitto:
ho compiuto uno sforzo disumano e
con uno strattone mi sono tirata su,
appoggio i piedi per terra, vivrò anche oggi,
anche oggi ce la faccio,
ce la farò, se solo riuscissi ad appoggiare i piedi per terra…


Il pavimento è stato più freddo del solito:
sono riuscita ad arrivare al bagno a lavarmi la faccia.
Ho visto Clo con il giubbino allacciato,
(cosa che dice di non riuscire a fare e glielo allaccio sempre io),
pronto con zaino in spalla,
gli do una stropicciata ai capelli,
un sorriso, niente raccomandazioni per oggi,
e lo accompagno al volo a scuola.


Ritorno a casa mi sistemo per andare in ufficio,
Prendo la mia parvenza di donna forte e vado .
Mi sento stanca come Atlante sotto il peso del mondo.
Lavoro con questo peso addosso,
però fuori c'è il sole, una bella luce ...
mi perdo un attimo in questa luce e penso a Clo:

la voce di mio figlio è bellissima,
mio figlio è bellissimo, due occhioni,
uno spettacolo unico!
Aspetto il suo ritorno, in questa giornata
dove il sole sta solo "fuori"
spero di accoglierlo come merita,
poi torneremo a casa,
Cena, doccia, una risata una coccola, e nanna.
Un po’ di nervosismo,
perché come sempre a letto non vorrà andare.

E poi il silenzio.


Maledizione! Sono crollata !


.... dolore


Piango.
Difronte al male che mi sta divorando,
se avessi la forza di comprendere da dove proviene...
mi sento svuotata, persa e forse nemmeno questa voglia di urlare c'è...

Stassera mi restano le lacrime, la paura, e l'amarezza.

giovedì 17 aprile 2008

Chi sono oggi...


.... mi sento dire
" tu sei forte"
"signora, ma sua figlia è sempre così?"
"non cambiare mai"
" a... , ma guarda che V. è forte"

Io ? No, io sono ... io non sono !!

vivo momenti nella vita che il niente sorvola ogni cosa...
allora mi accorgo veramente che
non ho voglia di respirare,
non ho voglia di niente e nessuno,
non ho voglia di vivere..
momenti critici, pieni di dubbi, di incertezze di niente,
e il niente non porta a niente, scappare non porta a niente..
quindi mi rimane il riflettere,
e la cosa più banale e più vera è
pensare che di vita ce nè una sola,
e triste o allegra che sia
non si butta via questa vita benedetta.

Appoggio la testa sul cuscino,
qualche lacrima stassera,
poche, ... non riesco nemmeno a piangere,
una sensazione di vortice:
io sono questa.

Mi giro, guardo Clo
"il mio piccolo pezzetto di vita..."
lo accarezzo,
pensando che questi troppi momenti
stanno facendo una vita,

....... e mi addormento.


mercoledì 16 aprile 2008

Un' assenza... dentro


Le giornate così mi inquietano, mi confondono, mi destabilizzano. Piove. Spiove. Le nuvole si diradano. Timidi raggi di sole. Piove ancora. Con il sole. Senza sole.
Ora piove... gocce che si rincorono e mi ritrovo chiusa fra queste mura mentre i pensieri librano in volo... Penso a come la malinconia a volte può essere paragonata alla pioggia... E, nella mia Anima c'è malinconia in questo momento e flash di pensieri mi portano tristezza. Penso. A me. A come sono difficile. Complicata. Irrequieta. Instabile. Il mio cuore sussulta continuamente. E ho sempre il mio livido per le botte prese. Rimango qui. Poca fiducia.

Mi sento stanca. I muscoli del collo tesi e bloccati. Le spalle doloranti. Gli occhi arrossati.
Ho fatto pulizie in taverna. Ho tirato tutto fuori. Quaderni. Fogli scritti. Appunti. Documenti. Lettere. Giornali. Foto. Di tutto. Qualcosa ho buttato. Ho tirato tutto fuori, ho tenuto ogni frammento di me tra le mani, l'ho girato e rigirato tra le mani, e poi ho riposto. Ho rigovernato la confusione. Senza approfondire, perchè alla prima lettura di qualche riga, un dolore e un rifiuto forte.

Mi metto a letto, e arrivo a questi ultimi due anni ... alle persone che hanno attraversato la mia vita, poche ... e nessuna ha continuato a tenermi per mano in questo cammino chiamato vita, alcune sono state rapidi flash, altre sono state presenze in cui ho creduto ma che per un motivo o per un altro hanno preso il volo... ed oggi restano solo dei nomi quasi insignificanti, solo nomi... è un po' triste.

Un' assenza da colmare... devo riprendere la mia strada.


lunedì 14 aprile 2008

Poco da dire ...




Ultimamente mi sembra di non avere molto da dire.Ho passato minuti e minuti davanti a questo foglio bianco, nel tentativo di scandire le mie emozioni per poterle mettere qui, in questa mia porzione di mondo fuori dal mondo, per potermi sentire in qualche modo più libera, per poter trovare la comprensione di chi si rispecchia nelle mie parole, semplici pensieri di una donna che forse pensa troppo... e vive poco.. Mi osservo nella parte più intima di me. Scivolo all'interno di pensieri che mai e poi mai avrei creduto di riuscire ad esternare....e m'accorgo che questo scaricare di emozioni mi ha aiutata a sentirmi più libera. Mi ritrovo qui, dopo un momento di riflessione..Sono ancora io, lo so, la narratrice e la protagonista di mille bivi da affrontare....Si, sono ancora io, nelle mattine poco sorridenti e nelle serate malinconiche, un alternarsi di stati d'animo che spesso ci fanno avvertire un equilibrio precario..E...con la voglia di scrivere che ogni tanto torna...
torna la malinconia di "non aver vissuto".

Il fine settimana è andato. Scivolato troppo in fretta. Scivolato troppo lento. Ha una doppia valenza. Sorrisi e lacrime trattenute.

martedì 8 aprile 2008

Essere donna ...



Già nota la scarsa quantità di contenuti educativi che ha un programma come il Grande Fratello, voglio estrapolare da quel contesto una situazione che comunque si può riscontrare ogni giorno nella vita reale: accade quando un uomo non è tale e quando una donna va in giro facendo finata di non vedere e sentire.


Non riesco credere che esistano davvero uomini con un ego più grande del loro cervello, o meglio non riesco a credere che ci siano donne che apprezzino uomini così.
Uomini che mentre parli si guardano allo specchio, aggiustano il capello e il doppio petto, che dicono apertamente di essere dei "pirla" con le donne, parlano delle loro fidanzate e amanti, e dall'altra parte donne completamente assenti mentalmente, che si fanno prendere per il culo in maniera così plateale da far venire il mal di stomaco, dignità presa e buttata nel frullatore, donne che accettano tradimenti, accettano un uomo che ha la presunzione di affermare che in caso di reazione di lei, lui le parlerebbe, lei capirebbe e sarebbe tutto a posto.


Io realmente in questi casi mi domando se a certa gente il cervello funzioni, sopratuttto quando questa donna viene pure difesa, capita, sostenuta, io sono più per 'ogniuno pianga il suo male', perchè non posso accettare di giustificare chi permette a un uomo o a una persona in generale di trattarla come un zerbino, e allora ben vengano uomini senza polso e assolutamente ignoranti di vita, benvengano finchè ci sono donne che gli stendono il tappeto rosso, troppo facile poi, dopo mesi o addirittura anni svegliarsi all'improvviso e sentirsi l'amante trascurata o la fidazata tradita ed andare in tv ad additarlo, quando fino a ieri, prima che tutta Italia sapesse in che modo una si lascia trattare, andava tutto bene.


Non giustifico quest' uomo, ma dopo ieri sera, mi fa meno schifo di lei, una donna che sa ma si lascia andare non può poi fare l'innamorata e pensare che lui le abbia mancato di di rispetto, troppo semplice cara, e troppa ipocrisia nella massa.... da rabbrividire.
Così, ieri sera seduta sul mio divano, mi sono chiesta se finiranno mai queste situazioni e la risposta è stata inesorabilmente no e ammetto di essermi vergognata di essere donna quando ho visto che basta così poco per darsi a un uomo.

lunedì 7 aprile 2008

Bravo "Dario"


Domenica allo stadio, a vedere Dario, che giocava contro il Pergo, inevitabile pensare come vola il tempo, il ricordo di quando lo cullavo, lo scarrozzavo ed aveva tutte quelle macchiette rosse, un problema poi passato... ed il risultato oggi è un bel ragazzo, bello in tutti i sensi: bravo Dario continua così, avete perso ma chi stava dietro di noi commentavano "bravo il numero 6" e Claudio che ti ha urlato qualche volta "forza Dario" allora volevano sapere chi era Dario, se era un fratello, e così abbiamo detto che eri il numero 6 ma della squadra avversaria, ti auguro veramente una bella carriera perchè te la meriti per la persona che sei e per i sacrifici che ci hai messo nel fare questo sport.

.............. BRAVO "DARIO"

domenica 6 aprile 2008

Banali tristezze ... ??


Sono da poco trascorse le nove di un normalissimo sabato mattina.
Faccio colazione con Clo, latte e biscotti al sole.
E' una mattina di sole, il clima è caldo.
In giardino i colori di fiori primaverili, le prime api stanno già al lavoro.
Mi riprendo lentamente mentre ho i pensieri che corrono già verso l'estate.
Intanto penso alla giornata da passare fuori a sistemare il giardino.
Ammetto che ultimamente sono proprio come il tempo e non sereno variabile,
piuttosto, con 'rovesci sparsi', nonostante non mi sia capitato niente di che,
diciamo che mi lascio un pò abbattere dalle piccolezze giornaliere.
Uno si domanda sempre come si fa a trovare la felicità, come si può rendere felice ...

Di certo so come si può rendere 'infelice' una donna.
E non perchè io sia infelice, anche perchè forse il termine più adatto sarebbe, tendenzialmente triste o per essere più corretti, come si può renderla triste.
Verso sera esco con Clo a fare un po' di spesa, e al ritorno, salendo in macchina

il mio sguardo ha incrociato quello di Manuela Arcuri, era in reggiseno, ben truccata, con un viso talmente perfetto da sembrare dipinto e i capelli assolutamente splendidi, mi guardava ammiccante da quel cartellone pubblicitario, io l'ho guardata con fare di sfida, con i miei capelli legati, i miei jeans e solita camicia, con la mia faccia acqua e sapone e il mio seno che..bhè, diciamo .... va bè
Sono partita, con il primo pensiero 'ma veramente agli uomini piacciono solo donne così?'

...per poi riprendermi dicendo 'ma non basta solo quello!' anche se ammetto che ero meno convinta di quando ho fatto il mio primo pensiero.
Basta poco per rattristire una donna, questo è il punto.

Come quando arrivi di fronte a quella vetrina, vedi quei jeans perfetti, e anche li ti scontri con il cartello pubblicitario, non sai il suo nome, ma lei sta lì, con i capelli al vento, la maglietta corta e quei pantaloni che sembrano disegnati su di lei, praticamente sembra dirti che un pantalone così non può stare male... allora entri, chiedi la taglia, vai nel camerino e provi a infilarli ma non vanno, dici con voce spezzata 'credo mi servirebbe una taglia in più', sbuffi sentendo lei che ti dice che questo modello 'veste stretto' le taglie vestono meno (e qui apro una parentesi: ma se sono state inventate le taglie perchè uno le fa più strette e uno più larghe??? chiusa parentesi), per poi finire con la solita, stronzissima frase: non ce l'ho più la taglia più grande'.

Ti rivesti, ringrazi, e acquisti la taglia che ti è sempre stata, perchè ci devi rientrare nella tua taglia, esci, rivai davanti alla vetrina, riguardi il cartello pubblicitario, e te ne vai...
Dopo tutti questi ed altri pensieri, dovuti forse al mezzo busto prorompente dell'Arcuri o molto più probabilmente dall'ovulazione, ho capito che forse davvero una donna è più facile renderla 'infelice' che 'felice'.

Allora ho capito il vero servizio che ti serve la carta di credito, lei non ti dice mai di 'no', nemmeno quando alla fine quei jeans li hai comprati, nonostante non ci entravi tutta, perchè in quel momento sapeva che non stavi comprando un semplice vestito, ma ti stavi regalando una nuova speranza, un'altra sfida e unmezzo sorriso...


sabato 5 aprile 2008

Stare male...


Sto da schifo
tanto
tanto
e
tanto.

martedì 1 aprile 2008

Casalinghe frustate.... sorrido

Una casalinga confida all'amica, incontrata al mercato, le proprie frustrazioni:
- Sai, con mio marito non è che vada poi così male, ma lui è sempre svogliato e soprattutto, ormai, non mi guarda quasi più. Figurati che, quando torna a casa la sera, tutto quello che sa dirmi è: "Aò! Che se magna stasera?"
- Sai, Piera, gli uomini sono tutti un pò uguali, così infantili e prevedibili. Anch'io avevo il tuo problema, ma sono riuscita a risolverlo in un modo semplicissimo...
- Davvero, Fausta? Ma come? Dimmi tutto, che ci voglio provare anch'io!
- Guarda, comprati un completino nero un pò "aggressivo" e soprattutto una maschera nera!
Gli apri la porta vestita così e... l'effetto è assicurato!
- Non mi dire! Basta così poco? Beh, provo... tanto per quello che mi costa...
Dopo una settimana, si rivedono al mercato:
- Allora, Piera, com'è andata? - Vuoi proprio saperlo?
Beh, è tornato... gli ho aperto la porta e lui mi fa:

" A Zorro... che se magna stasera?"



Non si sa mai ...


Niente emozioni. Niente parole in questi giorni.
Niente di niente. Apatia. E tristezza, forse.
Perché la tristezza è un' emozione
ed io non sono sicura di poterle provare.
Non più, almeno.
Sono qui. Piena di domande, piena di speranze....
Niente in mano.
Solo più punti interrogativi, solo più disillusioni, solo più voglie insoddisfatte.
E poi niente. Inseguire il bagliore. Illudersi di vederlo.
Scambiare una semplice stella per una cometa
ed esprimere un desiderio che, quindi, non si realizzerà mai.
Bagliori su bagliori, stelle su stelle, desideri su desideri irrealizzati.
E allora chissà. Chissà quando vedrò davvero una cometa e se la riconoscerò.
Si dice sempre la Si riconosce....
Io invece non riconosco mai un ca........ No.
Ci credo, chiudo gli occhi, esprimo il desiderio
illudendomi che si concretizzi da un momento all'altro davanti ai miei occhi.
Aspetto. Aspetto e aspetto ancora.
Finché quei momenti non diventano minuti,
quei minuti non diventano ore,
ore diventano giorni,
i giorni settimane,
le settimane mesi.
E allora capisco che qualcosa non deve andare.
O la mia stella cadente era in sciopero oppure non era una stella cadente.
Era solo un luccichio . Eh si, a volte il bagliore inganna.
Vediamo una luce e crediamo che sia lei la soluzione.
Eppure le cose più belle e più autentiche brillano meno.
I diamanti brillano meno di uno specchio. Eppure sono più preziosi.
Forse non devo cercare più il luccichio, ma la concretezza. Devo.
Ma poi magari così perderò una stella cometa, quella vera.
E allora cosa? Guardare il cielo aspettando una stella?
Oppure guardare a terra perché altrimenti si rischia di inciampare?
A volte si inciampa pur guardando a terra.
A volte non si vedono le stelle pur fissando il cielo.
Perché le cose arrivano quando meno credi.
Però io credo che non sia possibile credere meno di quanto ci credo io.
Perché a furia di aspettare mi comincio a chiedere
se qualcuno non mi abbia lanciato un "salta il turno"
e quindi la mia partita non sia mai cominciata.
Infondo cos'è il destino? Un po' come una partita a carte.
E chi non dice che noi non siamo noi le carte?
Forse il mio giocatore è sfortunato e non riesce a trovare la combinazione vincente.
Forse la prossima mano andrà meglio.
Si, certo. Ancora forse. Ancora aspettiamo.
Ancora guardiamo un po' in cielo, un po' a terra, non si sa mai.

giovedì 27 marzo 2008

Amore e sesso...




Mi ritrovo spesso a chiedermi se sia mai possibile confondere il sesso con l'amore,mi chiedo cos'è che accomuna o divide queste due cose, e, generalmente, la risposta è troppo vaga. Credo che esista il sesso senza amore, ma non l'amore senza sesso. Alla fine i più fortunati sono quelli che hanno trovato l'altra metà della mela, con cui condividere qualcosa di magico come il rapporto sessuale... con sentimento. Le carezze e le coccole prima, durante e dopo sono qualcosa a cui non si può rinunciare..sono un qualcosa di delizioso che solo l'amore sa regalare. La tenerezza e il piacere di dare, prima che ricevere, piacere, in tutti i sensi.. anche con semplici carezze sul viso e casti baci.. Ma credo anche che il solo sesso non faccia schifo.. Purtroppo ci sono delle persone, e son tante, che sperano di trovare qualcuno da amare perdutamente, e fanno sesso aspettando di poter fare l'amore. E non si tratta di rapporti squallidi con chichessia, ma magari è semplicemente un abbandonarsi tra le braccia di qualcuno di cui ci si può fidare, al quale si vuole bene, col quale si instaura un feeling particolare. Io non sono mai stata single dall'età di 14 anni, non sapevo che significasse trovarsi spiazzate in situazioni del genere, chiedersi cosa sia giusto e cosa sbagliato. Non conoscevo la difficoltà di fidarsi e abbandonarsi a qualcuno che, magari, il giorno dopo tornerà ad essere il collega di lavoro o l'amico di sempre.Non sapevo cosa fosse il sesso senza amore, ed ero convinta che una cosa del genere non avrebbe potuto mai sfiorarmi... Abituata troppo bene, io...Ora invece la situazione è cambiata, la mia ricerca dell'amore, però, è sempre la stessa.
Ma stamattina chissà perchè questo pensiero e la ragione alle persone che hanno una bella filosofia di vita:"in attesa di fare l'amore, ammazzo il tempo facendo sesso..."Carpe diem..
Forse fa bene fare sesso in attesa di fare l'amore, forse basta poco per sentirsi bene.
Non pretendere nulla e non volere che nessuno pretenda nulla da me.



Ritorno ...

Tornare a casa ha sempre un suo piacere,
anche se la vacanza è stata breve - e ci voleva -,
il ritorno a casa è una bella sensazione.
Il ritorno al lavoro anche solo dopo pochi giorni di vacanza
è un po’ faticoso ma sempre piacevole, la quotidianità ha un suo fascino...
Non scarico stassera i miei giorni di sole al mare, lo farò domani.




Stassera respiro una telefonata,
dove non sempre sono necessari gli sguardi.
A volte è sufficiente un respiro, una parola per capire tante cose.
Ed è bello lasciarsi avvolgere dal silenzio intriso di pensieri.
Pensieri che si incontrano, si intrecciano e lasciano la scia.
Così come "mi piace" e "non mi piace", la notte,
sentire la tua voce assonnata, che man mano si affievolisce
e diventa un sussurro.
Percepisco la tua stanchezza ma anche il tono tirato.
Mi lascio cullare da questa sensazione e dal non dovere,
per forza, trovare un argomento di cui parlare.
Semplicemente vaghiamo nei meandri della nostra quotidianità
e delle nostre percezioni.
Lasciando che le parole prendano la loro strada,
nella più completa libertà.
Allo stesso tempo so di non doverti dare tante spiegazioni,
che spesso appaiono superflue e fastidiose.
Tu, hai capito. Se sto bene, se sto male.
Senza chiedere, tu sai.
Perché, come diceva quella vecchia canzone di De Gregori …
non c’è niente da capire. L’importante è sentire.
E tu sai sentire, e poco importa se
ci sai anche dormire sopra.

is MOVI

mercoledì 19 marzo 2008

Andata...


Che io sono così.
Poca voglia di partire e un velo di malinconia sull'anima.
Ma ora parto. Non c'è tempo per stare qui.

Sono persa, distratta, rapita. Da mille cose. Da mille pensieri.
Che poi è sempre uno.
Da suoni e da musica. Da parole scritte. Da parole dette.
Oggi come ieri.

E vado via per un po'.
Lì. oltre quella porta, ci sono vivaci raggi di sole.

Si intrufolano tra le pieghe dei mie pensieri.
Un po' mi scaldano.

Così smetto di essere triste. Raggi di sole che mi illuminano gli occhi.
E devo andare.

Strade vecchie e nuove.
Devo camminare. Magari perdermi del tutto.
Per poi ritrovarmi.

Vorrei vivere in uno spicchio di sole.

Vorrei sentirmi impalpabile. Leggera. Ho mille cose da fare.
Mille sorrisi da regalare.

E ancora abbracci. Ho un appuntamento lì fuori.
Ora vado. Si è fatto tardi.

Partenza 09.40

Buona Pasqua a te che mi leggi.

Auguri papà...

A tutti i papà,
A tutti quelli che non vengono chiamati così
ma nella vita di qualcuno in realtà lo rappresentano.
Ai padri di figli lontani.
A quelli che presto lo diventeranno.
A quelli che lo sono stati.
Al mio ...... che nella sua "burberità"
ha saputo fare il padre.
AUGURI

Un bel giorno...


E un bel giorno ti accorgi che la goccia ha traboccato il vaso...

e un bel giorno scoppi e gridi più forte..

e un bel giorno ti accorgi che la pazienza ha un limite..

E un bel giorno ti accorgi che parlare non serve a nulla,

ma che viene ricambiato da battute allusive e provocatorie..

e un bel giorno manderesti tutti a fanc...

per poi sparire..con

la goccia che ha toccato terra..